Spreco Alimentare: Un problema globale che possiamo risolvere insieme

Febbraio 5, 2025

Attualità


Il 5 febbraio si celebra la Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare, un’occasione fondamentale per riflettere su una delle problematiche più urgenti del nostro tempo. Secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), nel 2022 sono state generate 1,05 miliardi di tonnellate di rifiuti alimentari, pari a 132 kg pro capite, con il 60% di questi sprechi provenienti dalle famiglie.

Un dato allarmante, se si considera che lo spreco alimentare non comporta solo una perdita economica significativa, ma ha anche ripercussioni ambientali e sociali di vasta portata. A livello globale, circa il 13,2% del cibo prodotto viene perso tra la raccolta e la vendita al dettaglio, mentre si stima che il 19% della produzione alimentare totale venga sprecato nelle famiglie. In Italia, ogni cittadino butta via mediamente 67 kg di cibo all’anno, con una perdita economica che supera i 10 miliardi di euro. Alcuni studi del WRAP (Waste & Resources Action Programme) del Regno Unito evidenziano che ogni tonnellata di cibo sprecato equivale a 2,5 tonnellate di emissioni di CO2, un impatto ambientale che non può essere ignorato. Le cause dello spreco alimentare sono molteplici e variano lungo tutta la filiera produttiva.

Nei paesi industrializzati, una parte significativa dello spreco avviene a livello domestico, con alimenti come frutta fresca, verdure e pane fresco tra i più sprecati. Fattori come acquisti eccessivi, conservazione inadeguata e una scarsa comprensione delle etichette di scadenza contribuiscono a questo fenomeno. Nei paesi in via di sviluppo, invece, le perdite si verificano principalmente nelle fasi di produzione e stoccaggio, a causa di infrastrutture inadeguate e tecnologie agricole obsolete.

Dalle strategie globali alle iniziative locali: la lotta allo spreco alimentare

A livello internazionale, diverse organizzazioni stanno promuovendo soluzioni innovative per contrastare lo spreco alimentare. Project Drawdown, una delle principali iniziative mondiali per la riduzione delle emissioni di CO₂, evidenzia che limitare gli sprechi potrebbe evitare fino a 102,2 gigatonnellate di CO₂ equivalente entro il 2050, una riduzione significativa nella lotta al riscaldamento globale.

Anche le Nazioni Unite hanno incluso la riduzione dello spreco alimentare tra gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG 12.3), con l’obiettivo di dimezzare lo spreco entro il 2030 oltre ad aver sviluppato il Food Waste Index per monitorare i progressi nella riduzione dello spreco alimentare a livello globale. L’Unione Europea ha recentemente adottato nuove linee guida per standardizzare la raccolta dati sullo spreco alimentare tra gli Stati membri, con l’obiettivo di fornire un quadro più chiaro sulla situazione e migliorare le politiche di prevenzione. Negli Stati Uniti, il Food Recovery Act promuove iniziative per ridurre lo spreco nella distribuzione alimentare e incentivare la donazione di eccedenze, coinvolgendo supermercati e ristoranti. In Italia, la campagna Spreco Zero, fondata dal professor Andrea Segrè, è tra le iniziative più importanti per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema. Nel 2024 infatti è stato registrato un aumento significativo dello spreco alimentare nel nostro paese, con una crescita del 45,6% rispetto all’anno precedente. 

Quest’anno, il tema scelto per la giornata del 5 febbraio è “#TempodiAgire”, per sottolineare l’urgenza di adottare misure concrete contro lo spreco alimentare. Tra le iniziative più interessanti c’è la pubblicazione di un ricettario antispreco realizzato da 150 chef, che propone idee creative per riutilizzare ingredienti spesso destinati alla pattumiera. Inoltre, nelle scuole italiane, oltre 2.300 istituti parteciperanno a laboratori di trasformazione alimentare, insegnando agli studenti tecniche pratiche per evitare gli sprechi e valorizzare gli avanzi. Un’altra iniziativa importante riguarda la collaborazione tra le grandi catene di supermercati e associazioni benefiche come Banco Alimentare e Caritas, che hanno incrementato la redistribuzione delle eccedenze alimentari del 18% rispetto all’anno scorso, fornendo pasti a chi ne ha più bisogno.

E noi cosa possiamo fare ogni giorno per ridurre gli sprechi?

Oltre alle azioni a livello istituzionale e industriale, è fondamentale il contributo di ciascuno di noi. Ecco alcune semplici strategie per ridurre lo spreco alimentare nella vita quotidiana:

  • Pianificare i pasti: fare una lista della spesa prima di andare al supermercato aiuta a comprare solo ciò che è necessario.
  • Conservare correttamente il cibo: utilizzare contenitori ermetici e conoscere le giuste temperature di conservazione allunga la durata degli alimenti.
  • Capire le etichette: “da consumarsi preferibilmente entro” non significa che il cibo è scaduto, ma solo che può perdere alcune proprietà organolettiche.
  • Usare gli avanzi con creatività: bucce di verdure per brodi, pane raffermo per zuppe e dolci, yogurt vicino alla scadenza per preparare torte.
  • Scaricare app anti spreco: applicazioni come Too Good To Go, Olio, Karma e Sprecometro permettono di acquistare a prezzo ridotto prodotti prossimi alla scadenza o di monitorare il proprio impatto sullo spreco alimentare.

La Giornata Mondiale contro lo Spreco Alimentare ci ricorda che ogni piccolo gesto può fare la differenza. Dalle iniziative globali ai semplici accorgimenti quotidiani, ridurre gli sprechi non solo protegge l’ambiente, ma aiuta anche a combattere la fame e a costruire un sistema alimentare più giusto e sostenibile.

https://drawdown.org/solutions/reduced-food-waste

https://www.sprecozero.it

https://www.fao.org/save-food

https://www.sprecometro.it

https://www.snpambiente.it/riviste/arpatnews/la-giornata-mondiale-della-lotta-allo-spreco-alimentare/